Un viaggio Senza Fine

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”
Marcel Proust

Ho sempre pensato che viaggiare liberasse la mente e arricchisse di nuove conoscenze, belle o brutte, che rivelano alla fine un lato tutto nuovo di quelle culture, tradizioni e quei costumi che noi, senza volerlo, abbiamo sempre ignorato.
Per chi è riuscito a concedersi le vacanze nel periodo di agosto o prima, inizia ora quel mese e quel periodo in cui sfogli tutte le fotografie dei viaggi appena finiti per mostrale agli amici o alle famiglie, e con un po’ di nostalgia riaffiorano quei ricordi di totale spensieratezza, immerso in un mondo tutto nuovo dove avresti voluto che il tempo si fermasse perchè, diciamocelo, chi ha voglia di ritornare alla routine di tutti i giorni, tra il lavoro o gli studi, tra ansie e preoccupazioni ? Eppure, per forze maggiori, prendiamo a due mani il coraggio, ci responsabilizziamo, risistemiamo con lentezza la valigia, ci specchiamo ancora una volta allo specchio dell’hotel(o della casa vacanze) per controllare a che punto sia l’abbronzatura presa al sole, e ancor più lentamente ritorniamo alle nostre vite che avevamo messo in pausa prima della fatidica partenza.

Tuttavia è anche quel periodo in cui fantastichiamo sui prossimi viaggi che vorremmo fare, probabilmente con ancora tra le dita l’odore del mare, ma vorremmo che fosse già di nuovo ora di ripartire per una nuova meta che non abbiamo ancora visitato. Iniziano così i viaggi mentali più assurdi, dove la mente parte per la tangente intorno al mondo, in quei posti che tanto avremmo sognato di vedere, che magari ci eravamo scritto su un foglio, spuntando a penna le città che ancora ci mancavano nei ricordi, e perchè no magari spuntando quei posti unici che rivedremmo senza indugio.

Bramiamo l’esplorazione dall’alba dei tempi perchè è nella nostra natura, ci apre la mente e ci permette di allargare i nostri spazi, avvicinando gli orizzonti e scoprendo un mondo sempre più nuovo e con mille sfaccettature.

Questa Musica l’ho composta due anni fa, in una fase nostalgica, quando il mio amore per il viaggio di scoperta era poco più forte della passione per la chitarra; così chiusi gli occhi, immaginai il viaggio che tanto avrei desiderato. Le note, dalle mie dita sulla chitarra, uscirono piano piano una dopo l’altra. Così decisi di registrare questa musica con dei miei amici musicisti e la chiamai “Endless Journey”. Un viaggio senza fine, come quel desiderio di scoperta che magari rimane assopito per lungo tempo, soffocato dalla vita quotidiana, ma che riemerge ogni volta che osservo il cielo o un orizzonte diverso.

Un Saluto.

Marcos

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